Vorrei fare una riflessione che potrebbe sembrare un po' provocatoria.
Se nel 1999 qualcuno vi avesse detto che Internet avrebbe cambiato il mondo, che avremmo fatto acquisti online, prenotato viaggi dal telefono, lavorato in cloud e passato ore sui social network, probabilmente lo avremmo preso per visionario.
Eppure aveva ragione.
Internet ha cambiato il mondo esattamente come molti immaginavano.
Ma allora come mai tantissimi investitori persero una fortuna?
Perché avere ragione su una grande innovazione non significa automaticamente fare un buon investimento.
Tra il 1998 e il 2000 gli investitori si convinsero che Internet avrebbe rivoluzionato il mondo. Avevano ragione. Il problema fu che i prezzi delle società tecnologiche salirono molto più velocemente della realtà. L’entusiasmo si trasformò in euforia e l’euforia si trasformò, come tutti sappiamo, in una bolla. Quando la bolla scoppiò, il Nasdaq perse circa il 75% del proprio valore, e per tornare sui massimi del 2000, furono necessari circa 13 anni.
Chi aveva investito nel momento sbagliato dovette aspettare oltre un decennio (13 anni per la precisione!) semplicemente per tornare in pari, come potete vedere dal grafico qui sotto.

E oggi?
Personalmente credo che l'intelligenza artificiale possa davvero rappresentare una delle innovazioni più importanti dei prossimi anni. Probabilmente cambierà il modo in cui lavoriamo, produciamo, comunichiamo e prendiamo decisioni.
Molto probabilmente tra dieci anni sarà ovunque ma questa non è una notizia. I mercati lo sanno già.
E quando una storia è conosciuta da tutti, spesso i prezzi iniziano a incorporare aspettative sempre più ottimistiche. È qui che nasce il rischio. Non quello di avere torto sull’intelligenza artificiale. Ma quello di pagare troppo qualcosa che, pur essendo straordinario, è già diventato estremamente popolare. Lo stesso meccanismo vale anche per altri asset come ad esempio l’oro.
Molti investitori, ragionevolmente, lo acquistano perché ritengono che il debito pubblico continuerà a crescere, che le banche centrali continueranno ad accumularlo e che possa rappresentare una protezione nei momenti di incertezza.
Ma quando tutti iniziano a pensarla allo stesso modo, i prezzi possono correre ben oltre ciò che giustificano i risultati effettivi. Anche gli asset migliori possono attraversare periodi di eccesso.
La storia insegna una cosa semplice, ovvero che le grandi innovazioni cambiano il mondo, ma non sempre generano immediatamente grandi rendimenti per chi investe perchè spesso il mercato anticipa il futuro. A volte lo anticipa troppo.
Per questo motivo la disciplina, la diversificazione e la prudenza restano strumenti più affidabili dell’entusiasmo.
L’intelligenza artificiale potrebbe davvero essere la rivoluzione del prossimo decennio come internet lo è stato per quello precedente e proprio per questo come fu allora per internet allo stesso modo oggi potrebbe crearsi sul mercato la stessa bolla che si creò allora. Infatti tra riconoscere una rivoluzione e guadagnare investendo c’è una differenza fondamentale: il prezzo che si paga e oggi i prezzi appaino parecchio alti...
Pertanto, alla luce di queste analisi, ritengo che la prudenza sia d’obbligo in questa fase di mercato.
“Nel breve periodo il mercato è una macchina per votare. Nel lungo periodo è una bilancia.”
Benjamin Graham
Un caro saluto,
Andrea


