La Piramide Rovesciata

Ottobre per molti è un mese di inizi, buoni propositi e di pianificazioni, per questo vorrei oggi approfondire un argomento accennato da me solo marginalmente: la previdenza complementare.

Lo scenario demografico attuale disegna una popolazione mondiale in continuo invecchiamento. 

In Italia la situazione è anche peggio in quanto a maggio 2020 si sono registrate più persone che percepiscono una pensione pubblica che lavoratori che versano contributi pensionistici. 

Alberto Forchielli (Giornalista bolognese, esperto di economia e affari internazionali) ha definito, nel suo libro “Fuochi e Fiamme”, questo scenario “Catastrofe Pensionistica”.

Infatti proprio il netto invecchiamento della struttura demografica italiana sarà un grosso problema con il quale fare i conti. I tassi di natalità costantemente bassi e la maggiore aspettativa di vita stanno dando nuova forma alla piramide delle età. Invecchiando la popolazione infatti ci sarà uno sbilanciamento tra chi percepisce pensione pubblica e chi invece va a riempire mensilmente le casse necessarie per erogarla, ovvero la popolazione in età lavorativa. In sostanza la STRUTTURA DEMOGRAFICA dell’Italia (e di molti paesi occidentali) appare sempre di più come una PIRAMIDE ROVESCIATA.

Quindi se pensiamo che la VITA MEDIA dei neonati di oggi è circa 104 anni e per questo è lecito farsi la seguente domanda: “COME FARANNO I SISTEMI PREVIDENZIALI A RISPETTARE I PROPRI IMPEGNI”?

Si parla sempre di rischio di mercato senza fare i conti con il concreto rischio che si presenterà nel prossimo futuro: IL RISCHIO DI VIVERE TROPPO A LUNGO, se vogliamo usare tecnicismi il LONGEVITY RISK. 

La ‘marea grigia’ di pensionati a livello globale dovrebbe crescere dagli 1,5 mld del 2017, a 2,1 miliardi nel 2050, mentre il numero di lavoratori per ciascun pensionato dovrebbe dimezzarsi da otto a quattro nello stesso arco di tempo.  Non dimentichiamoci dell’impatto dell’automatizzazione che gradualmente ha già iniziato a sostituire parte della forza lavoro.

Il rischio di longevità può avere conseguenze significative per le persone che vogliano mantenere, anche durante la pensione, un tenore di vita adeguato. In parole povere più vivrò e più correrò il rischio di finire i soldi che mi garantirebbero di mantenere un tenore di vita elevato.

Lo scenario economico attuale inoltre, disegna l’Italia tra i primi posti in Europa come pressione tributaria. La pressione fiscale è e resterà alta, sbilanciata dal lato lavoro rispetto al consumo, fortemente condizionata dal livello di spesa pubblica e di un vastissimo sommerso economico. Tutto ciò aggravato dalla scarsissima efficienza del sistema tributario e fiscale. 

Settembre, periodo di pianificazione ci consiglia quindi, di crearci una riserva integrativa alla pensione pubblica. 

Utile per far fronte alle possibili difficoltà alle quali potrà andare incontro il sistema pensionistico italiano e fondamentale al fine di ridurre il divario tra ultima contribuzione e la pensione spettante in età pensionabile.

Se creandoci poi questa riserva, ottenessimo un notevole vantaggio fiscale? 

I versamenti sulla previdenza complementare sono infatti interamente deducibili dal reddito fino ad un versamento massimo di € 5.164,57 annui. In fase di dichiarazione, in conseguenza della percentuale di tasse spettante in base a quanto percepito annualmente verrà calcolato un vantaggio fiscale

Vi riporto qui sotto un esempio numerico:

Iniziare oggi a pianificare la vostra pensione o quella dei vostri figli o nipoti, si rivelerà una scelta lungimirante che, vi fa beneficiare nell’immediato di un vantaggio fiscale ed assicurerà a voi, ai vostri figli o nipoti un capitale integrativo domani.

Negli USA, nonostante gli americani non brillino nell’arte del risparmio, appena nasce un figlio o nipote viene a lui sottoscritto un fondo di risparmio generalmente con composizione bilanciata/azionaria. Proprio perché nel tempo sono i mercati azionari quelli che premiano maggiormente.

Ritengo quindi che la PREVIDENZA COMPLEMENTARE sia da considerare UN PUNTO FERMO NELL’INCERTEZZA DEL PRESENTE. 

Cito una frase di Alexander Graham Bell: ingegnere, inventore e scienziato britannico naturalizzato statunitense:

“Passiamo tutto il tempo a rimpiangere la porta che si è chiusa, e non vediamo le porte che si stanno aprendo per noi”

Un caro saluto,
Andrea

Ps: ringrazio la mia assistente Sofia che oltre a sopportarmi quotidianamente ha svolto numerose ricerche per la stesura di questa newsletter.